TARTUFICOLTURA 


I tartufi sono sotterranei del genere Tuber (Ascomiceti) che in natura si sviluppano spontaneamente in particolari ambienti, in associazione (simbiosi micorrizica) con determinate piante forestali quali carpini, cedri, noccioli, pini, pioppi, querce, salici e tigli . La simbiosi micorrizica è presente in piante sia arboree sia erbacee, con formazione di strutture, in prossimità degli apici radicali, note come micorrize. Tramite questa associazione entrambi gli organismi traggono beneficio per il loro sviluppo. Sulla base delle attuali conoscenze scientifiche è possibile allevare piante inoculate artificialmente (micorrizate) con varie specie di Tuber per ottenere, su terreni adatti alla pianta ed al tartufo, la produzione di carpofori identici a quelli spontanei in natura. Con il termine di “tartuficoltura” si deve, pertanto, intendere la coltura “specializzata” ottenibile con interventi colturali appropriati e costanti nel tempo, frutto dei risultati sperimentali fino ad oggi ottenuti. Tra le numerose specie di tartufi esistenti in Italia soltanto alcune sono di interesse commerciale: il tartufo bianco di Alba e di Acqualagna (Tuber magnatum Pico), il tartufo nero di Norcia e di Spoleto (T . melanosporum Vitt.), il tartufo invernale e la varietà moscato (T. brumale Vitt e T. brumale var. moschatum De Ferry), il tartufo scorzone estivo (T. aestivum Vitt), il tartufo uncinato (T. uncinatum Chatin), ed i bianchetti (es. T. albidum Pico).
La ricerca scientifica ha consentito di ottenere artificialmente la simbiosi fra i tartufi e diverse specie di piante arboree ed arbustive. Con la messa a dimora di queste in ambienti idonei è possibile ottenere la produzione di tartufi. 

La produzione di piante micorrizate
Umbraflor srl azienda Vivaistica Regionale effettua la micorrizazione all'interno dei propri laboratori, con tecniche controllate ed aggiornate costantemente da specialisti del settore, utilizzando tartufi maturi (inoculazione sporale) di provenienza locale controllata. In ogni fase della inoculazione, nonché durante tutto il periodo di permanenza delle piante in vivaio, è assicurato un elevato grado di asepsi per evitare qualsiasi tipo di inquinamento con spore di funghi antagonisti. Periodici controlli al microscopio consentono di valutare qualitativamente e quantitativamente il grado di micorrizazione raggiunto. Ogni anno, nel mese di novembre, tutte le piante disponibili presso il vivaio "Il Castellaccio" della UmbraFlor s.r.l. vengono sottoposte ai controlli di qualità affidati all'Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Biologia Vegetale e Biotecnologie Agroalimentari. Solamente i lotti delle piante che hanno superato i rigidi standard di sviluppo e di micorrizazione delle radici potranno fregiarsi della certificazione rilasciata dalla Università di Perugia ed essere così destinati al mercato. Presso i vivai della UmbraFlor s.r.l. Azienda Vivaistica Regionale, sono attualmente disponibili le seguenti piante forestali, in abbinamento con varie specie di tartufo aventi esigenze edafiche simili alle piante simbionti:

Corylus avellana (Nocciolo)

Ostrya carpinifolia
(Carpino Nero)

Pinus halepensis
(Pino d'Aleppo)

Pinus pinea
(Pino domestico)

Tilia cordata
(Tiglio)

Quercus ilex
(Leccio)

Quercus pubescens
(Roverella)

Quercus robur
(Farnia)

Quercus cerris
(Cerro) 

 

 

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I vivai di UmbraFlor :

6.000 m2 di serre

25.000 le piante tartufigene prodotte ogni anno


 

 

Vivaio "Il Castellaccio" - via Castellaccio, 6 - 06038 Spello (PG)
Vivaio "La Torraccia" - frazione S. Secondo - 06024 Gubbio (PG)
P.iva 02493000547