LA COLTIVAZIONE DEL NOCE IN ITALIA

L’uomo utilizza, da tempo immemorabile, il frutto ed il legno del noce. In Europa, Asia e Nord America sono presenti complessivamente circa una ventina di specie diverse, anche se l’interesse maggiore nel nostro Paese è rappresentato da Juglans regia L., conosciuto come noce comune europeo.

FRUTTICOLTURA
L’Italia è stata, fino alla metà degli anni ’80, una grande produttrice ed esportatrice di frutta secca e di noci in particolare. La pianta era presente in tutte le zone rurali con una frequenza maggiore in alcune regioni, come ad esempio la Campania, dove ancora occupa un posto rilavante, sia allo stato puro che in consociazione con altre specie. Vanto di questa Regione è sempre stata la noce Sorrento che non è una vera e propria cultivar, bensì una popolazione caratterizzata da grande omogeneità tra gli individui che la compongono. Fra le  popolazioni italiane più importanti, coltivate per il frutto, dobbiamo ricordare anche Malizia, Feltrina, Bleggiana ed altre a diffusione più circoscritta.

Nel nostro Paese la coltivazione del noce è stata sempre legata a metodi tradizionali ed abitudini locali. L’impostazione prevalente, ancora oggi diffusa in alcune regioni, è sempre stata quella di unire la produzione di frutta secca con il legname da opera ricavabile a fine ciclo produttivo (piante a duplice attitudine). Tale modello produttivo si sta manifestando sempre meno adeguato per un’agricoltura moderna, legata all’industria, che punta invece ad una specializzazione molto spinta al fine di disporre di prodotti di elevata qualità e conformi agli standard richiesti dai mercati, i cui scambi debbono ormai essere visti a livello globale. Fra le cause del declino della nostra nocicoltura dobbiamo annoverare soprattutto l’azione sporadica dei programmi di miglioramento genetico che non hanno consentito il necessario rinnovamento varietale, nonché l’eccessiva frammentazione della proprietà, unita alla scarsa propensione dei produttori a forme di aggregazione commerciale.

Nel frattempo gli Stati Uniti hanno precorso i tempi puntando, fin dagli anni ’70, sulla coltivazione del noce da frutto in impianti ad elevata specializzazione, trascurando il valore del legname da lavoro a fine turno. A questo si è aggiunto l’apporto della ricerca che è riuscita a selezionare alcune cultivar molto produttive, migliorando in parallelo anche le qualità organolettiche del frutto per renderlo più adatto alle nuove esigenze dei consumatori. Anche in Francia, negli ultimi decenni sono stati intensificati con buon successo gli sforzi verso la ricerca di nuove varietà, pur rimanendo ancorati agli impianti a duplice attitudine (frutto e legno) di tradizione europea.

Per quanto sopra, seppur con l’indispensabile ritardo legato al trasferimento delle conoscenze, oggi possiamo disporre delle migliori cultivar da frutto selezionate negli Stati Uniti e di quelle da frutto/legno di origine francese. I vivaisti italiani, salvo qualche sporadica presenza di piante prodotte per micropropagazione, dispongono delle cultivar di maggior pregio moltiplicate per innesto, la cui esecuzione richiede vivai dotati di personale specializzato e di strutture adatte a mantenere particolari condizioni ambientali. La moderna nocicoltura da frutto si caratterizza per essere una coltura altamente meccanizzata, con basso impiego di manodopera ed alta intensità di capitali. L’investimento iniziale è molto sostenuto e le prime raccolte di frutti sono previste indicativamente al quinto anno. Tenendo conto della meccanizzazione molto spinta la giacitura del terreno deve essere di pianura o di leggera collina con superfici minime di una certa consistenza e comunque tali da giustificare gli investimenti nei macchinari necessari per le cure colturali e per la raccolta dei frutti.   

UmbraFlor s.r.l. di Spello (PG) è l’unico vivaio italiano specializzata nell’innesto delle piante di noce da frutto e da frutto/legno con una dotazione di serre appositamente progettate ed utilizzate per il mantenimento dei corretti parametri di temperatura e di umidità, necessari ad ottenere una perfetta cicatrizzazione del punto d’innesto. Il portainnesto più utilizzato è costituito da piante di Juglans regia L. prodotte con semi raccolti nei popolamenti boschivi certificati sulla base del D.lgs 386/2003. I portainnesti ottenuti da seme, con la variabilità genetica che li contraddistingue, conferiscono alle future piante di noci, rispetto alle equivalenti autoradicate, maggiori doti di rusticità e di adattabilità alle più diverse condizioni pedologiche, nonché migliore capacità di difesa verso le patologie legate al terreno.

ARBORICOLTURA DA LEGNO
Finora si è parlato della nocicoltura destinata alla produzione di frutti od a duplice attitudine, ma esistono anche coltivazioni di noci destinate alla produzione di legname da opera. In particolare con il regolamento della Comunità europea 2080/92 l’Italia ha potuto attingere a sostanziosi finanziamenti per l’imboschimento e per l’arboricoltura da legno favorendo così una rapida diffusione delle superfici coltivate a noce. Purtroppo, la scarsa conoscenza delle esigenze della pianta e delle sue tecniche di coltivazione, ha spinto gli investimenti anche in terreni non adatti alla specie, con risultati non sempre soddisfacenti. Non mancano comunque esempi di buona riuscita, soprattutto nel caso di agricoltori che hanno dedicato tempo e passione al noce, facendo tesoro delle esperienze maturate da parte di alcuni ricercatori e specialisti del settore.

Visitando le migliori piantagioni da legno delle diverse zone d’Italia, ci troviamo spesso di fronte ad impianti recenti destinati a produrre legno, oltre al frutto, realizzati con piante innestate. Queste ultime garantiscono, a parità di condizioni del terreno, una ottima omogeneità di sviluppo e di architettura della chioma; caratteri questi che ci aiutano, fin dalle fasi iniziali della coltivazione, a semplificare sia gli interventi di potatura, sia le altre cure colturali. Tale omogeneità sarà importante soprattutto a fine turno quando l’agricoltore potrà disporre, a differenza di quanto avviene con le piante propagate per seme, di tronchi con un perfetto grado di uniformità riferito in particolare alla colorazione ed alla struttura del legno, nonché alla qualità della sua fibra.

UmbraFlor s.r.l. dispone, nei propri vivai di Spello e di Gubbio, di varie tipologie di piantine di noci ed in particolare:

  • Semenzali (piante ottenute da seme certificato) di 1 o più anni, allevati sia a radice nuda che in contenitori appositamente progettati contro la spiralizzazione delle radici;
  • Piante innestate, anch’esse allevate in contenitori studiati per evitare le deformazioni radicali, adatte per piantagioni da frutto, per la produzione del legno ed a duplice attitudine. Sono disponibili le varietà italiane più diffuse, nonché le migliori cultivar provenienti dagli Stati Uniti (Chandler, Howard, Hartley, Midland, ecc.) e dalla Francia (Franquette, Lara,  Parisienne  e Corne). Si consiglia di consultare la scheda descrittiva di ciascuna cultivar presente su questa brochure.

 

 

|Nocicoltura|

|Coltivazione|

|Cultivar|

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcune foto sono state gentilmente fornite dall'azienda biologica S. Martino di Forli

Vivaio "Il Castellaccio" - via Castellaccio, 6 - 06038 Spello (PG)
Vivaio "La Torraccia" - frazione S. Secondo - 06024 Gubbio (PG)
P.iva 02493000547